Stalkerware, i consigli per difendersi dallo spionaggio domestico

Lo smartphone ha a tutti gli effetti preso il posto della cara, vecchia agenda: in esso sono contenuti ricordi, informazioni, immagini e soprattutto un’infinità di dati sensibili. Insomma, racchiusa lì dentro non c’è solo la nostra vita digitale, ma anche molto, moltissimo della nostra vita reale. Ovvio che, con un simile patrimonio immagazzinato in un solo device, la privacy deve diventare un’assoluta priorità. Oggi, però, i nostri dati sono in pericolo: sta infatti prendendo sempre più piede il fenomeno dello stalkerware, ovvero lo spionaggio domestico. Si tratta di programmi che possono essere installati solo se si ha in mano il device, per accedere a messaggi, fotografie, social media, geolocalizzazione e registrazioni audio o video. Con un incremento del 93% delle incidenze rispetto al 2018, il nostro Paese è al secondo posto in Europa  tra i popoli “più spioni” con una maggiore predisposizione a voler controllare lo smartphone di parenti, fidanzati e perfino colleghi:lo rivela una ricerca condotta da Kaspersky , società di sicurezza informatica a livello globale.

Le dritte per non farsi spiare

E’ Wiko, società produttrice di smartphone, a fornire cinque indicazioni preziose per proteggere i nostri telefoni dai “guardoni” informatici. Innanzitutto, anche se sembra una banalità, vanno sempre scelte password complesse, composte da caratteri alfanumerici e simboli. Utilizzare la stessa password per tutti i device, o ancora la propria data di nascita o il nome di battesimo, non è davvero una buona idea. Con un po’ di impegno (e neanche tanto), chiunque potrebbe accedere ai nostri dati. La maggior parte dei telefonini oggi è dotato di fingerprint: ecco, il sensore di impronte digitali va attivato e utilizzato in abbinamento alla password complessa.

Attenzione a reti wi-fi e app

Occhio anche al wi-fi: le reti non protette sono sì comodissime, ma lasciano la “porta aperta” a potenziali criminali informatici. Meglio quindi usare connessioni non solo legittime, ma anche protette. E’ fondamentale anche prestare la massima attenzione alle app: una buona regola è quella di scaricare solo applicazioni dagli store ufficiali, così da non incappare in app fraudolente. Infine, leggere la policy sulla privacy: è questo un comportamento che non seguiamo quasi mai, invece andrebbe dedicato qualche minuto alle lettura per sapere quali autorizzazioni sono state concesse all’app appena scaricata. Insomma, se i nostri device sono a rischio la colpa è anche un po’ nostra, che spesso trascuriamo la nostra privacy per un eccesso di leggerezza. Salvo poi pentircene quando ormai è troppo tardi.


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