Le sfide strategiche di Assolavoro

Quali sono le sfide strategiche da affrontare in un mondo del lavoro che cambia rapidamente? Secondo Assolavoro, l’associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro, è necessario innanzitutto garantire un lavoro dignitoso, contrastare il lavoro nero, sottopagato, e senza tutele. Poi, aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro, gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro, investire nella semplificazione amministrativa e favorire l’internazionalizzazione.

Garantire una giusta retribuzione e contrastare il lavoro irregolare

Per Assolavoro il presupposto per un lavoro dignitoso è la garanzia di una giusta retribuzione. “Tra le forme di lavoro flessibile – spiega l’associazione – solo il lavoro a termine alle dirette dipendenze dell’azienda, e il lavoro in somministrazione, garantiscono per legge la retribuzione prevista dal Ccnl di settore”. Per le agenzie è quindi centrale “la lotta senza quartiere, sia sul piano normativo che dei controlli ispettivi, a ogni forma di illegalità, e in primo luogo al lavoro nero e irregolare”. Ma anche a ogni forma di “esterovestizione”, per evitare che vengano aggirati i requisiti previsti dalla legislazione italiana posti a presidio dei diritti dei lavoratori e del corretto funzionamento del nostro mercato del lavoro.

Favorire i giovani e superare le barriere che separano istruzione e lavoro

La secondo sfida strategica per Assolavoro è “aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e a rimanerci”. In particolare, risulta fondamentale “il superamento delle barriere che ancora oggi separano il mondo della formazione e dell’istruzione da quello del lavoro”. Soprattutto attraverso percorsi di alternanza scuola-lavoro di qualità, il supporto nella conoscenza dei diversi mercati del lavoro, nell’acquisizione delle cosiddette soft skills, nel favorire rapporti sistemici con le imprese, e nella validazione delle competenze acquisite.

Gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro e tra status occupazionali diversi

Un’altra sfida per Assolavoro è quella di “gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro, e tra status occupazionali diversi (studio, occupazione, professione, momenti di cura o di formazione) attraverso politiche attive finalizzate”. Queste devono essere in grado di favorire inserimento e reinserimento al lavoro, erogare una formazione tarata sulle esigenze del sistema produttivo, e istituire forme di premialità per gli operatori specializzati al raggiungimento di risultati concreti (placement). Passando definitivamente dal finanziamento della disoccupazione a quello dell’occupazione, riporta Adnkronos.

Favorire percorsi di alternanza lavoro di qualità e incentivare le iniziative formative all’estero

In un mercato del lavoro che cambia, è necessario “formarsi, formarsi, formarsi”. Ma per contrastare la proliferazione della formazione non finalizzata, e l’adesione per il solo interesse all’indennità di partecipazione, secondo Assolavoro è importante “prevedere un obbligo di placement per chiunque eroghi formazione finanziata con fondi pubblici.

E per garantire una formazione adeguata non meno strategico è “favorire percorsi di alternanza lavoro ispirati alla qualità, investire nella semplificazione amministrativa, nella vigilanza, e nell’internazionalizzazione”. Ad esempio, incentivando le iniziative formative all’estero,.


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