Italia, crescita col freno a mano: gli ultimi dati

Come si utilizza scrivere sui social, con un hashtag ormai famosissimo, “bene ma non benissimo”. Purtroppo, però, questa volta non si parla della riuscita di un piatto o di una performance sportiva, come spesso si ama condividere sui social media, bensì dei conti dell’Italia. Il 2018, infatti, si chiude con un bilancio meno roseo rispetto le attese e le previsioni. A decretarlo è l’Istat, che rileva un certo ribasso del Pil a fronte di un lieve rialzo del deficit nei conti economici del nostro Paese. Il report, redatto sulla base dei nuovi metodi concordati in sede Ue, conferma tuttavia la lenta uscita dalla crisi e che verrà tenuto in conto nella Nadef, chiamata a mettere nero su bianco le stime alla base della manovra di Bilancio.

Crescita del Pil da 0,9 a 0,8%

Il documento pubblicato dall’Istituto di Statistica evidenzia che il tasso di crescita del Pil nel 2018 è stato rivisto dal precedente +0,9% a 0,8%. Il 2017 si è chiuso con il pil a 1,7%. Corretto in lieve rialzo invece il rapporto deficit-pil che passa dal 2,1% indicato ad aprile al 2,2% nel 2018, con un peggioramento di 0,1 punti percentuali, che si traduce nei numeri in un miliardo in più di ‘rosso’ che andrà a pesare sulla stima sul debito dello scorso anno. Migliora comunque il dato sul disavanzo rispetto al 2017 (2,4%). Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è pari all’+1,5 % del Pil. Lieve miglioramento per la pressione fiscale: al 41,8% nel 2018 dal 42,1% stimato ad aprile.

Conti sostanzialmente simili

“La revisione generale dei conti nazionali ha modificato in misura molto limitata le stime dei tassi di crescita dell’economia italiana per gli anni recenti”, commenta l’Istat. “Si conferma che nel 2018 vi è stato un significativo rallentamento della crescita – aggiunge – con un tasso di variazione del Pil dello 0,8%, a fronte di un incremento dell’1,7% nel 2017. Nel corso della fase di espansione 2015-2018 sulla base delle nuove stime si è registrato un aumento complessivo del Pil in volume del 4,6%”. Secondo l’Istat, invece gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 3,2%, i consumi finali nazionali dello 0,7%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,8% e le importazioni del 3,0%.

Il reddito disponibile delle famiglie

Quanto al reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato nel 2018 una crescita dell’1,8% in valore nominale e dello 0,9% in termini di potere d’acquisto. Poiché il valore dei consumi privati è aumentato dell’1,7%, la propensione al risparmio delle famiglie è rimasta quasi stabile, passando dall’8,0 all’8,1%.

 


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