Assumere in estate rispettando le regole. I 5 errori da evitare

Durante il periodo estivo le assunzioni a tempo determinato subiscono un’impennata. E per le Pmi conoscere le regole del lavoro, e rispettarle, magari affidandosi a servizi di consulenza validi, è fondamentale per evitare di incorrere in rischi gravi per la propria azienda e la propria persona. Spesso l’imprenditore, soprattutto se a capo di una micro impresa, non volendosi impegnare con contratti formalizzati ingaggia personale in modo irregolare. Rischiando, tra le altre conseguenze, di non poter dare continuità al proprio lavoro.  Di seguito i 5 errori più gravi assolutamente da evitare nell’inserimento temporaneo di personale. Ovviamente, non solo in estate.

Lavoro nero e prestazioni occasionali

“Assumere” lavoratori “in nero” è l’errore più grave che si possa commettere: il datore di lavoro rischia pesanti sanzioni amministrative, e perfino la sospensione dell’attività d’impresa. In caso di infortuni sul lavoro, poi, la responsabilità in capo all’imprenditore è gravissima. Nel caso di rapporti di lavoro di durata limitata qualche imprenditore inoltre può essere attratto da collaborazioni autonome soggette solo alla ritenuta di imposta del 20%. Il vantaggio, solo apparente, è che la spesa del lavoro possa essere registrata nella contabilità aziendale. Il lavoratore così inserito non è comunque coperto dalle assicurazioni sociali, e la retribuzione pattuita potrebbe non corrispondere al salario previsto dai contratti nazionali. L’interruzione del rapporto di lavoro poi equivale a un licenziamento illegittimo.

Finti appalti a cooperative e Co.Co.Co non genuine

Il caso più subdolo di aggiramento delle norme sul lavoro è quello di fingere un appalto con un soggetto esterno, spesso una cooperativa, e ingaggiare personale utilizzandolo come si trattasse di lavoro interinale. L’imprenditore è allettato dal forte risparmio sul costo del lavoro, basato su retribuzioni irregolari e trucchi contabili da parte del finto appaltatore. In questo caso l’imprenditore e il falso appaltatore commettono insieme una serie di reati che vanno dalla somministrazione fraudolenta al caporalato. Quando invece l’imprenditore cerca di mascherare un rapporto di lavoro subordinato con uno para-subordinato il lavoratore che ricevesse una retribuzione inferiore a quella prevista dai contratti nazionali di lavoro potrebbe richiedere le differenze maturate.

Contratti a termine fuori dalle regole del Decreto Dignità

Se l’imprenditore ha bisogno di un inserimento temporaneo in azienda il contratto a tempo determinato è la risposta più giusta. Va però considerato che il Decreto Dignità ha inserito vincoli stringenti da valutare con attenzione. La massima attenzione viene posta sulla motivazione, se non è il primo rapporto che si stipula con il dipendente (e si tratta quindi del cosiddetto rinnovo) il contratto deve essere motivato. La causa del contratto potrebbe essere sostitutiva (nel caso l’assunzione servisse per sostituire lavoratori in ferie), oppure stagionale (la stagionalità dovrebbe essere prevista da norme di legge o da contratti collettivi anche aziendali). In entrambi i casi la motivazione va ben esplicitata nella lettera di assunzione. L’assenza della specifica causale rende il contratto a tempo indeterminato.


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