Vino, un settore da 11 miliardi di fatturato

Un settore che conta circa 2 mila imprese industriali e un fatturato di oltre 11 miliardi di euro, l’8% circa dell’intero fatturato italiano del Food&Beverage.

Questi i numeri del vino secondo l’Industry Book 2019, lo studio condotto annualmente da UniCredit su tendenze e prospettive di sviluppo del comparto vitivinicolo nazionale. Un comparto dall’elevata propensione all’export: 6,2 miliardi sono infatti generati sui mercati esteri, il 54% del fatturato totale, soprattutto grazie a picchi di eccellenza registrati nei segmenti Dop/Igp e spumanti. Nel 2018 la produzione nazionale di vino è stata molto abbondante (50,4 milioni di ettolitri, +10,5% rispetto all’anno precedente), confermando l’Italia per il quarto anno consecutivo primo produttore mondiale di vino, con un contributo di circa il 17% dalla produzione mondiale.

Dop, Igp e Bio

Con 523 prodotti certificati l’Italia detiene il primato mondiale dei vitigni certificati IG (Dop e Igp), tanto che 1 vino certificato su 3 in ambito europeo viene prodotto in Italia (Francia seconda con 435 vini). Nel 2018, poi, il 68% del vino prodotto in Italia era Dop o Igp (+3%), il primo cresciuto del 21,7% anno su anno (+23,4% rossi e +20,5% bianchi), e il secondo, in maniera più contenuta, del 2,5% anno su anno. Prosegue inoltre l’espansione della superficie dedicata alla coltivazione biologica della vite, il 16% dell’intera superficie nazionale. Alcune regioni italiane si stanno infatti specializzando proprio in questo tipo di produzione, come Calabria, Basilicata e Sicilia, la prima per ettari coltivati a viti Bio, riporta Askanews.

Usa, Germania e Regno Unito i primi tre mercati di sbocco

In terza posizione per consumi (oltre 22 milioni di hl, +0,9%) l’Italia detiene una quota del 19,8% del totale export in valore, con 6,2 miliardi di vendite sui mercati esteri. Gli Usa rimangono il primo mercato di sbocco, seguiti da Germania e Regno Unito. Questi 3 mercati insieme assorbono più della metà (53,6%) dell’export italiano globale. Tra i mercati di destinazione più in crescita rispetto al 2017, ci sono Francia (+10,1%), Svezia (+7,5%) e Paesi Bassi (+5,6%).

Cina, Canada, Usa, Giappone l’export del futuro

Nel 2020 i mercati più interessanti per l’export italiano di vini fermi saranno la Cina, dove si prevedono volumi di vendite in aumento dell’11,9%, il Canada (+6,5%) e il Giappone (+4,2%). Per gli spumanti si prevedono conferme per Canada, Usa e Cina, con stime di crescita rispettivamente del 18,4%, del 14,6% e del 12,2%. Stime al ribasso invece per la Germania, storico partner commerciale, per cui si dovrebbe assistere a una contrazione dei consumi (vini fermi -0,1%, spumanti -0,8%).