2018, l’anno più caldo in Italia

Questa estate abbiamo tutti sofferto l’afa, dal Nord al Sud dello Stivale, per lunghe settimane. Ora a conferma delle temperature bollenti arrivano pure le statistiche, che affermano che il 2018 si avvia a diventare per l’Italia l’anno più caldo da almeno due secoli. La stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso, configura il 2018 come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. “In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa”, rileva l’Istituto.

Cambia il cima? Arrivano eventi meteorologici estremi

“Nel quadro globale di mutamento climatico – continua l’Ispra – nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutta l’Italia e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio del nostro Paese. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania”. L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. “Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h”, segnala l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Mesi di piogge abbondanti

Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia. Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’Ispra all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), che sta curando la redazione del ‘Wmo Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018’.


Mobilità sostenibile, in testa Parma

La città più ecomobile d’Italia è Parma ed è anche una delle prime città ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. La mappa delle città ecomobili è il frutto del dodicesimo Rapporto ‘Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città’, elaborato da Euromobility con il patrocinio del ministero dell’Ambiente. Se Parma è la regina di questa particolare classifica, anche le altre città che seguono nella hit si collocano tutte al Nord. Dopo Parma, infatti, al secondo e terzo posto ci sono Modena e Venezia, al quarto si colloca Brescia, seguita da Padova e da Torino. Cagliari – unica della top ten a non essere nel centro Nord – si conquista un ottimo settimo posto. Completano infine le prime dieci posizioni Bologna, Verona e Modena. Roma perde alcune posizioni e si attesta soltanto al 23esimo posto. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile si collocano Catanzaro e poco più si piazzano Potenza e Campobasso.

Aumenta il tasso di motorizzazione in città

Aumenta il tasso di motorizzazione nelle maggiori 50 città italiane e i veicoli sono soprattutto a basso impatto, principalmente Gpl, che raggiungono complessivamente il 9,46% del parco nazionale circolante. Crescono anche le vetture ibride ed elettriche, che aumentano del 45%. Risultano invece poco utilizzati i veicoli a metano (2,49%). Si inverte di nuovo il trend per la qualità dell’aria che, dopo il netto miglioramento del 2016 causato da condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli, torna a far registrare un leggero peggioramento: 20 città rispettano tutti i limiti di normativa, contro le 23 del 2016. Un passo indietro, insomma.

Luci e ombre per la mobilità condivisa

Mentre appaiono al palo i servizi convenzionali, cioè quelli in cui l’utente preleva e riconsegna i veicoli in parcheggi ben definiti, risultano in espansione (con qualche eccezione) quelli ‘a flusso libero’, in cui il prelievo e la riconsegna possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area cittadina prevista dal servizio.

Servono misure più coraggiose

“Questo dodicesimo Rapporto – sottolinea Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility – conferma ancora una volta che occorrono misure ben più coraggiose e strutturali di quelle fin qui messe in campo dal governo e dai nostri amministratori. La qualità dell’aria non accenna a migliorare e, come se non bastasse, non diminuisce neppure il numero di morti sulle strade delle nostre città. E nonostante la mobilità condivisa, continua a crescere il numero di automobili in circolazione e ci allontaniamo sempre di più dall’Europa”.