La tv liquida è una realtà consolidata

La tv è ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso sia per importanza e attendibilità percepite. Ma le forme di accesso non tradizionali alla tv si sono affermate definitivamente. Tanto che il 2017  può essere ricordato come “l’anno della definitiva consacrazione della televisione liquida”. Così ha affermato Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom, durante la Relazione annuale dell’Autorità  illustrata alla Camera.

Con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming, e un numero 3/4 volte superiore che scarica abitualmente contenuti televisivi sui propri device, “la ‘tv liquida’ – sostiene Cardani – è ormai una realtà consolidata”.

“Radio e tv tradizionali manifestano importanti segni di tenuta”

“La televisione tradizionale manifesta comunque importanti segni di tenuta sia in termini di valore economico sia in termini di ascolti, con una audience media nel prime time serale stabilmente sopra i 25 milioni di contatti”, continua Cardani.

Anche la radio registra segnali di tenuta e consolidamento della sua posizione tradizionale. E questo sia in termini di ricavi complessivi (626 milioni di euro, -0,7%), sia in termini di audience.

I Big Data e il rischio monopolio

Secondo l’Agcom però è necessario interrogarsi sui rischi che comporta l’uso dei Big Data, sulla relativa possibilità di un ecosistema governato da poche grandi multinazionali, nonché sulla disciplina di mercati dominati dagli Over the top, come Google, Apple, Facebook e Amazon, riferisce Adnkronos.

Cardani ha poi ricordato come questi giganti del web “si impongono come monopolisti, anche quando la loro posizione non corrisponde perfettamente al modello consueto di chi controlla un mercato”. Se quindi le vecchie regole “ex post” appaiono inadatte alla disciplina di questi nuovi mercati, “dobbiamo chiederci se e in che misura si tratta di accompagnare la regolazione che verrà verso forme tecniche di disciplina delle grandi piattaforme digitali  – sottolinea Cardani – e verso un approccio ex ante alla regolamentazione del dato”.

Cresce la domanda di contenuti video online su rete fissa

Quanto alla banda larga, la crescente domanda di contenuti video online su rete fissa è alla base del sensibile incremento del consumo di banda e traffico dati (+30%). Se il consumo di dati da parte degli utenti è cresciuto del 48% circa nella telefonia mobile, in Italia crescono anche gli accessi a banda larga e ultralarga da rete fissa (+3,8% nel 2017), gli abbonati broadband su rete fissa aumentano di circa un milione e raddoppiano gli accessi ultrabroadband (da 2,3 a 4,5 milioni).


Le sfide strategiche di Assolavoro

Quali sono le sfide strategiche da affrontare in un mondo del lavoro che cambia rapidamente? Secondo Assolavoro, l’associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro, è necessario innanzitutto garantire un lavoro dignitoso, contrastare il lavoro nero, sottopagato, e senza tutele. Poi, aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro, gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro, investire nella semplificazione amministrativa e favorire l’internazionalizzazione.

Garantire una giusta retribuzione e contrastare il lavoro irregolare

Per Assolavoro il presupposto per un lavoro dignitoso è la garanzia di una giusta retribuzione. “Tra le forme di lavoro flessibile – spiega l’associazione – solo il lavoro a termine alle dirette dipendenze dell’azienda, e il lavoro in somministrazione, garantiscono per legge la retribuzione prevista dal Ccnl di settore”. Per le agenzie è quindi centrale “la lotta senza quartiere, sia sul piano normativo che dei controlli ispettivi, a ogni forma di illegalità, e in primo luogo al lavoro nero e irregolare”. Ma anche a ogni forma di “esterovestizione”, per evitare che vengano aggirati i requisiti previsti dalla legislazione italiana posti a presidio dei diritti dei lavoratori e del corretto funzionamento del nostro mercato del lavoro.

Favorire i giovani e superare le barriere che separano istruzione e lavoro

La secondo sfida strategica per Assolavoro è “aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e a rimanerci”. In particolare, risulta fondamentale “il superamento delle barriere che ancora oggi separano il mondo della formazione e dell’istruzione da quello del lavoro”. Soprattutto attraverso percorsi di alternanza scuola-lavoro di qualità, il supporto nella conoscenza dei diversi mercati del lavoro, nell’acquisizione delle cosiddette soft skills, nel favorire rapporti sistemici con le imprese, e nella validazione delle competenze acquisite.

Gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro e tra status occupazionali diversi

Un’altra sfida per Assolavoro è quella di “gestire le transizioni da un posto di lavoro a un altro, e tra status occupazionali diversi (studio, occupazione, professione, momenti di cura o di formazione) attraverso politiche attive finalizzate”. Queste devono essere in grado di favorire inserimento e reinserimento al lavoro, erogare una formazione tarata sulle esigenze del sistema produttivo, e istituire forme di premialità per gli operatori specializzati al raggiungimento di risultati concreti (placement). Passando definitivamente dal finanziamento della disoccupazione a quello dell’occupazione, riporta Adnkronos.

Favorire percorsi di alternanza lavoro di qualità e incentivare le iniziative formative all’estero

In un mercato del lavoro che cambia, è necessario “formarsi, formarsi, formarsi”. Ma per contrastare la proliferazione della formazione non finalizzata, e l’adesione per il solo interesse all’indennità di partecipazione, secondo Assolavoro è importante “prevedere un obbligo di placement per chiunque eroghi formazione finanziata con fondi pubblici.

E per garantire una formazione adeguata non meno strategico è “favorire percorsi di alternanza lavoro ispirati alla qualità, investire nella semplificazione amministrativa, nella vigilanza, e nell’internazionalizzazione”. Ad esempio, incentivando le iniziative formative all’estero,.