I faretti da incasso per valorizzare i controsoffitti

Oggi va di gran moda il realizzare dei bellissimi controsoffitti in cartongesso, non esclusivamente in corridoio ma in qualsiasi ambiente di casa. Il vantaggio di un controsoffitto è quello di riuscire a ridurre l’altezza di una stanza ed il suddividere gli spazi tra i vari ambienti di un appartamento senza la necessità di ricorrere a nuove pareti per delimitare gli spazi. La sua funzione non è esclusivamente estetica ma al contrario un controsoffitto acquisisce naturalmente una certa capacità decorativa oggi tenuta in grande considerazione da tutti gli interior designer. Installare dei faretti da incasso ad esempio, consente di creare dei bellissimi percorsi luminosi sia in corridoio che in qualsiasi altra stanza, con conseguenti effetti di leggerezza e raffinatezza oggi molto ricercati e richiesti. I faretti hanno la grande capacità di potersi del tutto “nascondere” quando piazzati all’interno del controsoffitto, e possono anche essere dipinti dello stesso colore così da mimetizzarsi del tutto e restituire una certa continuità visiva che è sicuramente piacevole.

Installare i faretti da incasso in un controsoffitto è molto semplice ed è sufficiente realizzare i fori nei quali andare ad incassare i singoli faretti, da rifinire in seguito con lo stucco. Effettuati i collegamenti dei faretti alla rete elettrica, sarà sufficiente tinteggiare in maniera uniforme il controsoffitto così da nascondere definitivamente ogni “traccia” che possa evidenziare una diversa colorazione tra i faretti ed il controsoffitto stesso. A quel punto sarà già possibile godere dei bellissimi giochi di luce prodotti ed iniziare a stupirsi ogni volta che lo si guarda, in quanto si tratta di una soluzione realmente in grado di apportare un grande contributo in termini estetici. Sul sito lucefaidate.it è possibile visionare i diversi modelli di faretti da incasso presenti sul mercato e cercare di individuare quelli che si ritiene possano fare maggiormente al caso proprio.


Scegliere un asciugamani elettrico: perché affidarsi ai professionisti

Per un’azienda, una comunità, una palestra ma anche un locale pubblico la scelta di installare un asciugamano elettrico nei bagni è una scelta vincente per diversi motivi. Innanzitutto si evita uno spreco di carta, con un netto beneficio per l’ambiente. Ancora, si evitano lunghe trafile burocratiche e perdite di tempo dovute al riassortimento dei rotoli di asciugamani in carta. Inoltre, si ha la certezza di avere dei bagni sempre in ordine, senza cartacce per terra o peggio buttate nei sanitari. Infine, se si scelgono i modelli di nuova generazione c’è anche un netto vantaggio in termini di risparmio energetico. Insomma, i benefici superano di gran lunga gli ipotetici svantaggi ma, anche in questo caso, vale sempre la regola di affidarsi a dei professionisti del settore.

Gli aspetti da considerare in fase di acquisto

Per avere la certezza di compiere un acquisto di qualità, conviene scegliere un fornitore specializzato. Come Mediclinics, azienda leader del settore che non solo commercializza asciugamani elettrici e molti altri dispositivi, ma li produce direttamente. Quindi, conosce alla perfezione ogni dettaglio di ciò che vende. Mediclinics  produce asciugamani elettrici da oltre 40 anni: nello stabilimento di Barcellona vengono realizzati in media circa 200.000 asciugamani elettrici l’anno, destinati a tutto il mondo. Controlli di qualità, standard moderni e certificazioni internazionali sono all’avanguardia, sia per la tutela della sicurezza sia per quella dell’ambiente.

Quale modello scegliere?

In catalogo ci sono un’infinità di modelli, per tutte le esigenze e tutti i budget. Il fiore all’occhiello è rappresentato da DualflowPlus, che racchiude la miglior tecnologia oggi possibile per un asciugamani elettrico. Di ultima generazione, si caratterizza per  4 lame d’aria, inserimento verticale delle mani, asciugatura superveloce e getto d’aria superpotente a 400 km/h. L’asciugatura è velocissima – bastano solo 15 secondi –  eppure il consumo energetico rimane decisamente basso. Ancora, questo modello è regolabile (la potenza del motore va da 19.000 a 30.000 giri) ed è particolarmente silenzioso. Come ulteriore sicurezza per il cliente, questi asciugamani vantano le principali certificazioni internazionali e soprattutto sono coperti da una vera garanzia e da un servizio ineccepibile e reale che prevede 24 mesi di garanzia standard e addirittura  30 mesi di garanzia per acquisti online dal sito.

L’importanza della corretta installazione

Un asciugamani elettrico deve essere innanzitutto sicuro, costruito seguendo le rigide normative europee e testato e autorizzato da enti terzi. Ma, oltre a ciò, va anche installato a regola d’arte e soprattutto a norma di legge. In prima battuta, siccome è un apparecchio elettrico, è bene collocarlo ad almeno 60 centimetri dai lavandini o da dove si trova l’acqua. In linea di massima, l’asciugamani deve essere posizionato a 130 centimetri da terra (per gli spazi destinati ai bambini le misure sono inferiori)  così come devono essere rispettate le indicazioni previste nel caso si installi in un bagno per disabili, che prevede il montaggio a 105 cm da l pavimento. In sintesi, perché tutto sia perfettamente funzionale, esteticamente bello e a norma, il consiglio è uno solo: affidarsi a chi il prodotto lo produce e lo conosce in ogni dettaglio.


Il piacere del caffè ogni volta che vuoi

Secondo recenti statistiche, circa il 30% delle famiglie italiane possiede una macchinetta per il caffè, a testimonianza del fatto che nessuno di noi è disposto a rinunciare al piacevole rapporto quotidiano con la nostra tazzina preferita. Il buon caffè delle capsule Lavazza a Modo Mio by Cialdamia.it rappresenta un’ottima alternativa alla tazzina del bar: grazie a queste pratiche capsule infatti, è possibile concedersi una piacevolissima pausa di gusto e relax in ogni momento della giornata, grazie ad un semplice gesto della mano. Queste ottime cialde vantano un grande assortimento di gusti, in grado di soddisfare le esigenze di tutta la famiglia, e regalano ad ogni sorso quella piacevolissima sensazione che si prova quando si assapora un caffè pregiato.

Esistono tantissime miscele differenti, adatte per ogni momento della giornata ed in grado di soddisfare le esigenze ed i desideri di ciascuno: si va dalle classiche qualità Oro o Crema e Gusto alla delicata miscela a Modo Mio Intenso o Passionale, dalla qualità Ginseng o Orzo per i più esigenti al gusto pieno della qualità Rossa. Le capsule Lavazza a Modo mio incontrano perfettamente i gusti di ciascuno e Cialdamia.it è lo shopping online giusto in cui fare rifornimento ai prezzi più bassi del web: qui trovi le tue capsule preferite, e puoi scoprirne tante altre dalle miscele ricercate e sorprendenti, approfittando al tempo stesso delle tante promozioni in corso. Ad esempio, puoi usufruire della spedizione gratuita per ordini di importo superiore a 100€ e registrandoti sul sito riceverai via mail appositi codici promozionali dalle condizioni vantaggiose.

Concedersi una buona tazza di caffè, cremoso e profumato come quello del bar, è quindi un piacere al quale nessuno è disposto a rinunciare, e le capsule Lavazza a Modo Mio sono il modo migliore per provare quella piacevole sensazione di benessere ogni volta che ti va.


Cominciamo male…

Oggi vorrei raccontare la mia esperienza diretta, mi sembra il modo migliore, tutto sommato, per aprire un nuovo blog: mia moglie ha deciso di cambiare la sua cucina. Ebbene sì, dopo oltre 12 anni di gloria, di qualche cassetto che non si chiudeva, e di tante mangiate… è giunto il momento di rottamare la nostra ormai vecchia cucina artigianale e sostituirla con una nuova fiammante.

L’altra volta ci eravamo affidati, appunto, ad un artigiano: ci sembrava la soluzione migliore, convinti anche da una nostra amica che proprio in quel negozio di lavorava. Questa volta abbiamo deciso di essere coccolati da un grosso nome, che potesse darci anche garanzia di assistenza e continuità dei ricambi: la scelta era tra Scavolini, brand storico ma piuttosto costoso, e Veneta Cucine.

Ci siamo quindi recati da un negozio che conoscevo abbastanza bene, Pedrazzini Centro Arredamenti, che in fatto di cucine a Milano e provincia ha sicuramente uno degli showroom più ampi e forniti. La scelta era vasta, molti modelli, ma quello che più mi ha colpito è stata la competenza del personale: Giorgio, che è anche il titolare, ha praticamente letto nel pensiero mia moglie! Che credetemi, in fatto di cucina e, in generale, scelte per la casa è tremendamente complicata ed esigente. E quindi via ad individuare piano di lavoro migliore, cassetti, pensili… per poi scoprire che spenderemo poco più della metà di quanto speso nel 2005!

Certo dovremo attendere un po’, il modello scelto non era in pronta consegna, ma siamo certi di essere stati guidati al meglio nell’acquisto, perché mentre io mi ostinavo a voler guardare tutta l’esposizione, Giorgio andava dritto per la sua strada e discuteva di aspetti “tecnici” con la mia consorte, trovando la soluzione migliore in meno di un’ora. Che dire, soddisfatto.

Ma vogliamo tornare al vero argomento del nostro blog? Già, la pagina Facebook… Beh, cara Pedrazzini, qui c’è un po’ da lavorare… anzi molto. Ma dico io, possibile che un negozio così bello e fornito, punto di riferimento per chiunque voglia arredare la propria casa, abbia una pagina aggiornata al 2012??? Ma noooo… Siamo proprio alle basi, qualche mi piace, poche recensioni, profilo letteralmente abbandonato.

A chi legge dico: non fatevi ingannare dall’apparenza, certo a Giorgio bisognerà tirare le orecchie, e anche forte, ma l’assortimento e la competenza di questo negozio non hanno davvero molti rivali.


Lockdown, furti di dati personali sul web cresciuti del 26,6%

Nei primi sei mesi del 2020 in Italia gli utenti che hanno ricevuto un avviso di un attacco informatico ai danni dei propri dati personali sono aumentati del 26,6% rispetto al primo semestre del 2019. L’allarme arriva dalla prima edizione dell’Osservatorio Cyber realizzato da Crif, che evidenzia come il periodo di pandemia non abbia fermato le attività criminali degli hacker, al contrario. A causa di un più intenso uso del web da parte di una platea allargata di utenti durante i mesi del lockdown hanno trovato un maggior numero di occasioni per violare i sistemi e impossessarsi dei dati personali degli utenti. Dallo studio risulta inoltre che gli alert inviati relativi ai dati ritrovati sul dark web (ovvero gli ambienti web che non appaiono attraverso le normali attività di navigazione in Internet) risultano il doppio di quelli rilevati sul web pubblico.

Italia al sesto posto dei Paesi più colpiti

Scorrendo la classifica dei Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno del furto di email e password online, ai primi posti si trovano Usa, Russia, Germania e Francia, seguiti dal Regno Unito e dall’Italia, che occupa il sesto posto della classifica. Le fasce di età maggiormente colpite dai furti di dati personali sono quelle tra 31 a 40 anni e tra 41 a 50 anni, con una quota di utenti allertati per fascia pari rispettivamente al 35,7% e al 33,5%, seguite da quella da 51 a 60 anni, con una quota del 30,2%. Per quanto riguarda la suddivisione di genere, la maggior parte degli utenti che hanno ricevuto un alert sono uomini, mentre le donne rappresentano poco più di un terzo degli utenti allertati.

La maggior parte degli account sottratti riguarda siti di giochi online e streaming

La maggior parte degli account sottratti nel primo semestre 2020, il 73,2%, si riferisce ai siti di intrattenimento, soprattutto di giochi online e di streaming. Al secondo posto si piazzano quelli dei portali dedicati ai servizi finanziari (in particolare banking, piattaforme exchange di criptovalute o servizi di pagamento), con una quota del 18,7% del totale. Questa tipologia risulta particolarmente pericolosa, perché potrebbe comportare rilevanti perdite economiche per le vittime di furto, così come nel caso degli account di e-commerce, nei quali si verifica il 6,5% dei furti, riporta Askanews.

Indirizzi email, password, username e numeri di telefono sul dark web

Secondo quanto risulta dall’Osservatorio, inoltre, nel primo semestre 2020 i dati personali che prevalentemente circolano sul dark web, e necessitano di browser specifici o di ricerche mirate, e pertanto sono più vulnerabili, risultano essere gli indirizzi email individuali o aziendali, le password, gli username e i numeri di telefono. Questi preziosi dati di contatto potrebbero essere utilizzati per cercare di compiere truffe, ad esempio attraverso phishing o smishing. Non mancano però scambi di dati con una valenza finanziaria, come carte di credito e Iban.


I codici QR sono a rischio sicurezza per imprese e utenti

Durante la pandemia si è incrementato l’utilizzo di dispositivi mobile, e di conseguenza, anche il ricorso ai codici QR. Una ricerca di MobileIron (piattaforma di sicurezza mobile-centric per l’Everywhere Enterprise), condotta su oltre 2.100 professionisti negli Stati Uniti e nel Regno Unito, conferma che secondo il 64% degli intervistati utilizzare i codici QR rende la vita più facile. Di contro, la maggior parte di loro non possiede device protetti dalle minacce derivanti proprio dai codici QR. Considerando che attualmente i dipendenti delle aziende utilizzano i loro dispositivi mobile per scansionare i codici QR anche al di fuori del lavoro, il rischio di danneggiare se stessi e le risorse aziendali è sempre più elevato.

Gli utenti vorrebbero utilizzarli anche per pagare e votare

L’incremento dell’utilizzo dei QR Code non dà perciò segni di rallentamento, al contrario, tanto che l’84% degli utenti ha già scansionato un codice QR in passato. Negli ultimi sei mesi il 38% degli intervistati ha eseguito la scansione di un codice QR in un ristorante, bar o caffè, il 37% ha eseguito la scansione di un codice QR presso un rivenditore e il 32% su un prodotto di consumo.

Inoltre, il 53% degli intervistati vorrebbe che i codici QR siano utilizzati in modo più ampio,  il 43% degli intervistati prevede di utilizzare un codice QR come metodo di pagamento nel prossimo futuro e, se fosse possibile, il 40% degli intervistati vorrebbe votare utilizzando un codice QR ricevuto per posta.

Gli hacker sfruttano le vulnerabilità di sicurezza aperte durante la pandemia

Gli hacker però stanno sfruttando le vulnerabilità di sicurezza inevitabilmente aperte durante la pandemia, e negli ultimi tempi mirano ai dispositivi mobile con attacchi sempre più sofisticati. I dispositivi mobile sono bersagli interessanti perché l’interfaccia stessa spinge gli utenti a intraprendere azioni immediate, limitando al contempo la quantità di informazioni disponibili. Inoltre, gli utenti sono spesso distratti quando operano dai propri dispositivi mobile, il che li rende più propensi a cadere vittime di attacchi.

Il 71% non è in grado di distinguere tra un QR code legittimo e uno malevolo

Ma quali sono i rischi dei codici QR per gli utenti finali e per le imprese?

Quasi tre quarti (71%) degli intervistati non è in grado di distinguere tra un QR code legittimo e uno malevolo. Inoltre, mentre la maggior parte degli intervistati (67%) è consapevole del fatto che i codici QR possono aprire un Url, è meno consapevole delle altre azioni che i codici QR possono attivare: solo il 19% degli intervistati ritiene che la scansione di un codice QR possa avviare un’e-mail, il 20% ritiene che possa avviare una telefonata, e il 24% ritiene che possa avviare un messaggio di testo. Di fatto, il 51% degli intervistati nutre preoccupazioni in merito all’uso dei codici QR per quanto riguarda la privacy, la sicurezza, le questioni finanziarie o di altro tipo, ma li usa comunque, mentre il 34% non se ne preoccupa.


AI, sicurezza e vertical, le tendenze per l’ecommerce in autunno

Momento d’oro per l’ecommerce che, grazie anche all’accelerazione digitale provocata dalla pandemia, sta diventando il canale privilegiato per gli acquisti. Solo in Italia sono 2 milioni i nuovi consumatori, ed entro la fine del 2020 le previsioni di crescita per il settore sono del 55%. E non sono solo i consumatori a preferire la rete. “Sempre più spesso anche le imprese vogliono passare al digitale”, conferma Anastasia Sfregola, sales director della piattaforma Kooomo. Ma quali saranno le nuove tendenze dell’ecommerce per il prossimo autunno? L’esperta non ha dubbi: Intelligenza Artificiale, Sicurezza e Innovazione, e Food e Farmaceutica.

Percorsi intuitivi e personalizzati con l’AI

“Stiamo andando sempre più verso un’esperienza di consumo fluida – sostiene Sfregola – e se da un lato, quindi, sfuma la separazione fra store fisici e store digitali in favore della continuità d’acquisto, dall’altra, quando il consumatore compra online vuole essere assecondato, guidato, quasi come fosse in un negozio tradizionale”.

Le parole d’ordine sono perciò intuitività e personalizzazione. “Ed è proprio in questo senso che l’uso di sistemi di AI può fare la differenza – continua l’esperta -. Processi di marketing automation con email e banner di navigazione su misura, e visualizzazioni ad hoc su store multibrand in base alle preferenze dell’utente, sono solo alcuni dei plus che l’AI può apportare alle vendite online, e che saranno irrinunciabili nel prossimo futuro”.

Sicurezza e Innovazione, l’evoluzione dei pagamenti digitali

“Siamo entrati in una nuova era delle vendite digitali – commenta Sfregola – dove tutto il processo si struttura attorno al consumatore, assecondando, e quando possibile anticipando, i suoi bisogni”.

In questo senso, determinante è il momento del pagamento, che coincide con la chiusura della transazione, riporta Ansa. “Se pensiamo che una delle cause principali per cui un acquisto non va a buon fine si verifica quando il cliente non trova la propria valuta al momento di concludere il processo, ecco perché sicurezza e innovazione in questo passaggio diventano determinanti”, spiega la sales director di Kooomo. Inoltre, il 46% delle transazioni avviene con la carta di credito, e se l’utente cerca in primo luogo garanzie contro furti e frodi richiede sempre più spesso anche la possibilità di poter effettuare pagamenti rateali anche per piccoli acquisti online.

Food e Farmaceutica, i nuovi vertical

Oggi si affacciano al mondo dell’ecommerce settori sempre nuovi. E ad approdare all’online, sono i particolare due nuovi vertical, il food, che dopo la prova del fuoco del lockdown, sta consolidando la sua presenza in rete, e il farmaceutico, con in testa integratori e prodotti nutraceutici.

“Questa crescita dei vertical online porta un aumento delle proposte di servizio da parte delle piattaforme”, prosegue l’esperta.

La fragilità dei canali tradizionali emersa durante la pandemia, e la conseguente necessità di strutturare la parte digitale del business in modo professionale e scalabile, stanno cambiando il panorama del comparto. E non è un caso che siano in aumento anche le soluzioni per gestire al meglio i processi.


Nel 2100 la popolazione italiana sarà dimezzata

Gli esperti dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) alla School of Medicine dell’University of Washington dicono che la popolazione italiana, con già alle spalle il picco di 61 milioni di abitanti nel 2014, nel 2100 crollerà a circa 30,5 milioni. Entro il 2100 sui 195 Paesi del mondo protagonisti dello studio 183 non avranno tassi di fertilità abbastanza alti da mantenere le popolazioni attuali senza politiche di immigrazione liberale. Secondo il maxi studio pubblicato su The Lancet, per la popolazione mondiale si raggiungerà il picco nel 2064, a circa 9,7 miliardi. Poi comincerà l’inversione di tendenza, che a fine secolo farà scendere gli abitanti globali a quota 8,8 miliardi. Con 23 paesi, fra cui l’Italia, che vedranno ridursi le popolazioni di oltre il 50%.

Il Portogallo nel 2100 potrebbe contare 5 milioni di persone

Al contrario, si prevede che la popolazione del Regno Unito crescerà dai circa 67 milioni del 2017 a circa 71 nel 2100, con un’aspettativa di vita che da 81 anni del 2017 è destinata a salire a quasi 85 nel 2100. Fra i Paesi che vedranno dimezzarsi le popolazioni, riporta Adnkronos, figurano anche il Giappone (da 128 milioni a 60 milioni), o il Portogallo, che nel 2100 potrebbe contare solo 5 milioni di persone. Gran parte del previsto declino della fertilità riguarda in realtà i Paesi ad alta fertilità, in particolare nell’Africa sub-sahariana, dove i tassi dovrebbero scendere per la prima volta sotto il livello di sostituzione, da una media di 4,6 nascite per donna nel 2017 a 1,7 nel 2100.

Africa sub-sahariana, Nord Africa e Medio Oriente uniche regioni a crescere

Nel Niger, dove nel 2017 il tasso di fertilità era il più alto del mondo (le donne hanno partorito una media di 7 bambini), si prevede un crollo a circa 1,8 entro il 2100. Ma nel frattempo si prevede comunque che la popolazione dell’Africa sub-sahariana triplicherà nel corso del secolo, per via anche di fattori come il calo della mortalità. Il Nord Africa e il Medio Oriente sono l’unica altra regione che prevede una popolazione più ampia nel 2100. Ovviamente si tratta di previsioni, sensibili a cambiamenti enormi sollecitati da modifiche nei fattori in gioco.

Gli over 80 supereranno gli under 5 con un rapporto di 2 a 1

Le politiche di immigrazione liberale “potrebbero aiutare a mantenere la dimensione della popolazione e la crescita economica anche se diminuisce la fertilità”, affermano gli autori. Il nuovo studio prevede enormi cambiamenti anche nella struttura dell’età globale, con una stima di 2,37 miliardi di over 65 nel mondo nel 2100, rispetto a 1,7 miliardi di under 20. Gli over 80 supereranno gli under 5, con un rapporto di 2 a 1. Si prevede infatti che il numero di bambini di questa fascia d’età diminuirà del 41% (da 681 milioni nel 2017 a 401 milioni nel 2100), mentre il numero di persone di età superiore a 80 anni aumenterà di 6 volte (da 141 a 866 milioni).


L’emergenza Covid fa paura ai lavoratori, ma le aziende si scoprono più digitali

La situazione creata dal Covid-19 fa ancora paura: non più per l’emergenza sanitaria, e quindi per i rischi legati alla propria salute, ma per il timore di poter perdere il proprio posto di lavoro. Sono infatti oltre sei su dieci (62%) gli italiani che hanno paura di rimanere senza occupazione se la situazione economica del datore di lavoro sarà influenzata dalla crisi, otto punti in più della media globale. La stessa paura, infatti, si riscontra anche in diversi altri Paesi del mondo, ma con percentuali più contenute, tranne che in Cina (63%), Hong Kong (66%) e India (78%). Tornando all’Italia, lo spettro della disoccupazione preoccupa soprattutto i lavoratori più giovani (84% dei 18-24enni e 69% dei 25-34enni contro solo il 46% degli over 55). Sono tutte evidenze scaturite dall’ultima edizione del Randstad Workmonitor – l’indagine sul mondo del lavoro di Randstad, operatore mondiale nei servizi Hr, condotta a maggio in 15 nazioni per scoprire l’impatto del coronavirus sul mondo del lavoro e le reazioni di imprese e lavoratori all’emergenza.

Più fiducia nel Governo

Nel malaugurato caso in cui si dovesse perdere la propria occupazione, gli intervistati italiani hanno dichiarato di aver fiducia nel proprio datore di lavoro per ricollocarsi (52%) o nel Governo per avere un sostegno finanziario o nella ricerca di un altro impiego (54%). In particolare, anche se in Italia la fiducia nelle Istituzioni resta più bassa di 13 punti rispetto alla media globale, questa è aumentata dell’8% in confronto alla precedente rilevazione di marzo. Un altro aspetto che emerge dall’analisi è che la situazione critica ha però accelerato la diffusione di soluzioni digitali e di modelli di organizzazione del lavoro più evoluti.

Aziende proattive verso la digitalizzazione

Si scopre infatti che, secondo i lavoratori intervistati, l’azienda con cui collaborano li sta accompagnando verso nuove forme di soluzioni lavorative investendo in nuove tecnologie e soluzioni digitali (62%), fornendo gli strumenti necessari a lavorare da casa o da un altro luogo al di fuori dell’ufficio (59%) e mettendo a disposizione piani di formazione su strumenti e competenze digitali (61%). Anche in questo caso, le valutazioni risultano più basse rispetto alla media globale e ai risultati dei paesi più avanzati sul digitale, ma evidenziano come le imprese stiano reagendo positivamente all’emergenza. Anche i lavoratori sono positivi e proattivi su questo fronte: il 70%  sostiene di essersi ben adattato alla nuova situazione lavorativa e l’80% si ritiene pronto per il lavoro digitale.


Il 2020 è l’anno peggiore da inizio secolo per le immatricolazioni delle auto

Si stima che nel 2020 le prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica scenderanno al di sotto degli 1,6 milioni rilevati nel 2013. Una delle cause della brusca frenata nella vendita di autoveicoli è la contrazione del potere di acquisto generato dalle ripercussioni economiche dovute dal lockdown sulle famiglie italiane. In due mesi, marzo e aprile, il crollo medio è stato dell’80%, con 370 mila prime iscrizioni di veicoli in meno, 300 mila delle quali auto. Una condizione che secondo l’Aci porterà il mercato delle quattro ruote a toccare il livello più basso mai registrato da inizio secolo. A monte del rinvio della corsa agli acquisti di nuove auto c’è però anche l’attesa dell’erogazione di incentivi da parte del Governo, come richiesto a gran voce da tutti gli operatori del settore.

Le regioni più penalizzate sono quelle del Sud

Le Regioni più penalizzate nel corso di quello che è stato definito un annus horribilis per il mondo dell’auto sono e saranno quelle del Sud che già oggi presentano un indice di trasferimenti e prime iscrizioni notevolmente più elevato rispetto alla media nazionale, pari a 1,6. Al Sud infatti sono 3,6 gli acquisti di auto usate per ogni acquisto di auto nuove, e le autovetture euro 0-1-2-3 costituiscono il 44,5%, contro una media italiana attestata su 32,5%. In questo scenario pesanti saranno però anche le conseguenze per l’ambiente. Aumenterà, infatti, l’età media delle autovetture in circolazione, che oggi è pari a 11 anni e 5 mesi.

Frenano le auto ibride ed elettriche, risalgono le iscrizioni per le vetture a gasolio

La frenata causata dalla pandemia riguarda anche le auto ibride ed elettriche, mentre risalgono le iscrizioni per le vetture alimentate a gasolio, riporta Ansa. In ogni caso, nel 2019 il mercato dell’auto ha visto una spesa complessiva pari a 155 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente (+0,3% a prezzi costanti). L’esborso maggiore è stato rivolto all’acquisto di vetture (49 miliardi), poi al carburante (39 miliardi) e alla manutenzione (26 miliardi).

Si spera nella ripartenza della produzione dei brand di componenti e concessionari

Per quanto riguarda la componente fiscale dei trasporti lo scorso anno era pari a 65 miliardi di euro, in linea con il 2018. L’entrata maggiore per l’erario è stata relativa alla vendita dei carburanti (circa 35 miliardi), alla quale segue l’Iva per l’acquisto del veicolo (circa 8,5 miliardi), e la tassa automobilistica (6,7 miliardi). Aci auspica per il mese di maggio un quadro più roseo, anche grazie alla ripartenza della produzione di alcuni brand di componenti e concessionari.

 


I gusti letterari in digitale degli italiani durante il lockdown

Amazon.it rivela i gusti letterari in digitale dei clienti italiani durante i due mesi di lockdown, e presenta la classifica degli autori e dei titoli più gettonati. I risultati si riferiscono ai consumi culturali digitali dei clienti di Amazon.it nei mesi di marzo e aprile 2020, e riguardano gli autori più citati nelle domande ad Alexa, l’assistente vocale di Amazon, i titoli più ascoltati su Audible, oltre agli eBook più letti, disponibili su Kindle Store. E se nel 2019 Dante era capolista assoluto della classifica degli autori più citati nelle domande ad Alexa, l’interesse per le fiabe per bambini ora spinge Charles Perrault in prima posizione.

Perrault, Manzoni, Boccaccio i più chiesti ad Alexa

La curiosità dei clienti che utilizzano Alexa in Italia si è rivolta anche a tre giganti della letteratura italiana, Alessandro Manzoni, al 2° posto dopo Perrault, e Boccaccio, al 3°. Dante invece resta nella top 10, ma in quarta posizione.

Nella top 10 degli autori più richiesti ad Alexa negli ultimi due mesi compaiono anche i “classici” Antoine de Saint-Exupéry, i Fratelli Grimm, Gabriel García Márquez, Edmondo De Amicis, Giovanni Verga e Italo Svevo, riporta Askanews.

I titoli più ascoltati su Audible

I titoli più ascoltati in Italia negli ultimi due mesi attraverso Audible invece sono stati La misura del tempo di Gianrico Carofiglio, I leoni di Sicilia di Stefania Auci, che mantiene invariata la sua seconda posizione già da un anno, e La casa delle voci di Donato Carrisi. Nel 2019, I leoni di Sicilia era preceduto da Harry Potter, la saga completa di J.K. Rowling, e seguito in terza posizione da La scomparsa di Stephanie Mailer, di Joel Dicker.

La celebre saga scaturita dalla penna di J.K. Rowling si conferma inoltre l’audiolibro più ascoltato di sempre su Audible, seguito in questo primato da I pilastri della terra (Ken Follet) e L’amica geniale, di Elena Ferrante.

Romanzi, libri motivazionali e fumetti in Top 10

Al vertice della top 10 dei titoli più letti in formato digitale durante il lockdown si posiziona il romanzo La ragazza della neve (Pam Jenoff), seguito da l’eBook Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine (P. Borzacchiello), e da Harry Potter e il Calice di Fuoco (J.K Rowling).

Al 4° e 5° posto entrano in classifica due fumetti, Diabolik | Celebrity Hunted – Caccia all’uomo (M. Gomboli ed E. Facciolo), e Le più belle storie del Rinascimento di Disney.

In sesta posizione debutta nella top 10 il libro motivazionale Come persuadere, influenzare e manipolare usando schemi di linguaggio (Steve Allen), seguito da Delitti Vaticani (A. Thomson) e da Racconti di Hogwarts (J.K. Rowling).

Chiudono la top 10 Il Pensiero positivo (Marcello Borelli), e il racconto Laurie, firmato Stephen King.


Acqua, italiani poco consapevoli dello spreco

L’acqua non è un bene illimitato, e questa consapevolezza dovrebbe guidare cittadini e aziende ad adottare nuove abitudini di consumo volte alla sua tutela e salvaguardia. Secondo il World Resources Institute lo stress idrico dell’Italia, ovvero il rapporto tra l’uso dell’acqua e l’approvvigionamento idrico, entro il 2040 rientrerà nella fascia critica alta, la quarta su 5. È bene quindi riflettere, specie in questo periodo costretti a casa, a come ridurre lo spreco idrico domestico. Come? Ad esempio applicando riduttori di flusso ai rubinetti, facendo la doccia invece del bagno, chiudendo il rubinetto mentre ci laviamo le mani o ci radiamo, e utilizzando lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico.

Il consumo per uso civile di acqua in Italia è di 220 litri pro capite al giorno

L’Italia, purtroppo, in termini di spreco idrico resta indietro rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030. Quanto a spreco di acqua potabile registriamo il maggiore prelievo pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea, pari a 156 metri cubi per abitante nel 2015 (dati Istat). Finish ha realizzato con Ipsos una ricerca dalla quale emerge che la scarsa preoccupazione degli italiani per l’acqua nasce anche dall’errata percezione dei reali consumi di una famiglia. Si ritiene infatti che in media una famiglia consumi poco più di 100 litri al giorno, mentre in realtà il consumo per uso civile di acqua in Italia è di 220 litri pro capite al giorno.

Tra le tematiche ambientali è la meno “sentita”

A questi dati si aggiunge che, nonostante una sempre più diffusa consapevolezza di nuove e migliori pratiche utili a ridurne il consumo, i comportamenti dei cittadini italiani nei confronti della sua scarsità continuano a non essere correttamente indirizzati, riferisce Ansa. Dalla ricerca emerge poi che oggi solo 2 italiani su 10 pensano che la scarsità d’acqua sia già un problema. Tra le tematiche ambientali la scarsità d’acqua viene infatti legata alla stagionalità in specifiche zone del nostro Paese, e viene posta in secondo piano rispetto ad altri elementi, come la gestione dei rifiuti, l’inquinamento della plastica nei mari e l’inquinamento dell’aria.

Solo il 50% di chi ha la lavatrice la usa a pieno carico

Se nel 39% delle case italiane non è presente la lavastoviglie, dove lo è (61%) l’abitudine a lavare i piatti a mano è ancora molto diffusa.

L’utilizzo di questo elettrodomestico, rispetto al lavaggio a mano delle stoviglie, consente di ridurre ogni volta il consumo d’acqua da 122 litri a soli 12 litri. Non solo l’impiego della lavastoviglie, ma anche i comportamenti che accompagnano il suo utilizzo possono fare la differenza. Oggi ancora il 56% degli italiani sciacqua i piatti prima di metterli in lavastoviglie, sprecando fino a 38 litri d’acqua ogni volta. Inoltre, se la maggior parte degli italiani sa che si consuma meno acqua con la lavatrice a pieno carico, solo il 50% adotta questa modalità di lavaggio.


Covid-19, le misure adottate dalle aziende

Le conseguenze del Coronavirus, oltre ovviamente alla salute, riguardano molti ambiti della vita sociale, tra cui l’economia, le aziende e il mondo del lavoro.

Ma come reagiscono le aziende per contrastare l’emergenza da Covid-19 e gestire le ripercussioni della diffusione del virus sull’economia e l’organizzazione del lavoro? “Le aziende, in questi giorni concitati, hanno dovuto affrontare con senso di responsabilità la gestione dell’emergenza – spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp -. Abbiamo voluto così indagare le modalità con cui i direttori del personale hanno affrontato una simile situazione, gli strumenti che hanno messo in campo e la portata di tali azioni consapevoli che la sfida è tutt’altro che scontata”.

Dallo smart working alla sospensione totale delle attività di formazione in aula

Alla domanda posta dalla ricerca dell’Aidp, l’associazione italiana dei direttori del personale, quasi il 90% del campione afferma che nell’azienda in cui lavora sono state adottate misure per contrastare il Coronavirus, mentre il 7% afferma che non sono state adottate misure. Rispetto alle misure messe in atto, il 68% del campione afferma che la propria azienda utilizza lo Smart working, seguito dal 50% che ha previsto una sospensione parziale dei viaggi di lavoro, il 48% mette in atto misure precauzionali rivolte ai dipendenti che presentano sintomatologie influenzali, e il 48% la sospensione totale delle attività di formazione in aula, riporta Adnkronos.

Il 10% dei dipendenti è preoccupato

Tra le percentuali più basse, il 2% del campione afferma che la propria azienda ha attivato la sospensione totale di tutte le attività e la sospensione totale degli interventi tecnici (interventi a domicilio). Rispetto alla domanda Come hanno reagito i vostri dipendenti alle misure adottate?, il 57% dei rispondenti ha risposto positivamente, mentre il 10% con preoccupazione. Rispetto alla durata temporale delle misure adottate, poi, il 45% del campione afferma che a oggi non sono ancora in grado di prendere una decisione in base alle informazioni a disposizione, il 17% fino al 2 marzo, e solo il 2% oltre il 15 marzo.

Gestire i contatti con la Cina

Rispetto alla domanda Per la vostra attività produttiva avete contatti con persone provenienti dalla Cina o Paesi in cui il virus è fortemente diffuso (dipendenti e/o fornitori)?, il 31% dei rispondenti sostiene di avere contatti con persone provenienti dalla Cina o Paesi in cui il virus è fortemente diffuso, mentre il 64% afferma di non avere contatti. Il 64% dei rispondenti afferma che le proprie attività produttive e/o di servizio sono collocate prevalentemente solo in alcune regioni italiane, mentre il 36% in tutta Italia.

 


La fine dell’anno è il periodo più caldo per il phishing finanziario

Durante le vacanze natalizie è facile acquistare d’impulso, e prendere decisioni avventate quando si cerca un regalo straordinario a un prezzo vantaggioso. L’esigenza di concludere un buon affare nell’acquisto dei regali rende gli utenti facile preda dei criminali informatici, che approfittano sempre di questa debolezza. La fine dell’anno è un periodo particolarmente proficuo per loro, ma anche il Black Friday, o il Cyber Monday, che vedono un aumento non solo nelle vendite, ma anche nelle attività malevole. I ricercatori di Kaspersky hanno rilevato una crescita del 9,5% nel solo phishing finanziario nell’ultimo trimestre del 2019, e un aumento nel numero e nella varietà delle attività di spam e truffa.

I brand più conosciuti sono usati come esca

A stagione conclusa, l’analisi del panorama delle minacce durante il periodo di vacanze offre una migliore comprensione dei cambiamenti nelle attività fraudolente. Nel 2019 la quota di phishing finanziario ha continuato a crescere, superando la metà (52,61%) di tutti i tentativi di phishing nel quarto trimestre.

Il phishing si conferma un modo efficace di indurre gli utenti a fornire i propri dati personali e le credenziali della carta di credito ai criminali informatici. I brand più conosciuti sono spesso usati come esca. Tra i vari casi, i ricercatori di Kaspersky hanno individuato una pagina che replicava il sito di Amazon e offriva agli utenti promozioni natalizie, e permetteva ai criminali di sottrarre le loro credenziali di Amazon Prime.

Dal Black Friday alla settimana prima di Natale crescono i tentativi di truffa

Queste truffe spesso si rivelano efficaci. L’analisi dell’attività di phishing che sfrutta i nomi dei brand eBay e Alibaba ha rilevato una crescita significativa poco prima della stagione più calda dello shopping. Solo pochi giorni prima dei saldi del Black Friday, il numero di utenti che aveva tentato di accedere alle pagine di phishing di eBay è quadruplicato, raggiungendo oltre 8.000 tentativi al giorno. Le visite si sono mantenute alte fino a metà dicembre e hanno registrato un ulteriore picco una settimana prima di Natale. Un caso simile è stato osservato con le versioni di phishing del sito web Alibaba.

Attenzione alle email di spam

Anche le email di spam hanno mostrato una leggera crescita nel periodo delle vacanze, ma una significativa diversificazione degli argomenti. Gli schemi fraudolenti includevano dalle promesse di donazioni natalizie alle truffe con tentativi di furto di criptovaluta, ma anche email dannose inviate alle organizzazioni come falsi ordini natalizi urgenti. Queste truffe legate alle vacanze e le e-mail di spam non sono limitate al periodo natalizio. Anche gli utenti del Sud Est asiatico hanno ricevuto le tipiche “offerte regalo”, legate invece al Capodanno lunare.


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